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	<title>Campionati Universitari</title>
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		<title>Sovvenzioni e contributi statali alle università italiane nel settore sportivo</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 13:39:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In Italia esistono molte scuole e università all’interno delle quali i giovani possono conciliare il dovere dello studio con la passione per lo sport. Questo è possibile non solo a livello accademico, ma già dagli anni del liceo. Esistono, infatti, una decina di scuole secondarie a carattere sportivo che vengono finanziate direttamente dal ministero dell’istruzione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cnupisa2008.it/wp-content/uploads/2011/10/sportarten.jpg" alt="Università dello Sport" title="sportarten" width="211" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-34" /><strong>In Italia esistono molte scuole e università all’interno delle quali i giovani possono conciliare il dovere dello studio con la passione per lo sport. Questo è possibile non solo a livello accademico, ma già dagli anni del liceo. Esistono, infatti, una decina di scuole secondarie a carattere sportivo che vengono finanziate direttamente dal ministero dell’istruzione. All’interno di questi istituti i giovani possono allenarsi senza produrre effetti negativi sul loro rendimento scolastico. L’Italia, inoltre, è fra le nazioni europee più virtuose per quanto riguarda le organizzazioni sportive a livello accademico.</strong><br />
<br /></br></p>
<h2>Il rapporto tra lo sport e lo studio a livello accademico</h2>
<p>In Italia, il governo prevede alcuni contributi per gli studenti che scelgono di studiare scienza dello sport all’università ed, inoltre, esistono i Cus (delle aggregazioni sportive universitarie) che seguono la vita degli atleti, ateneo per ateneo. Gli sportivi che decidono di frequentare l’università, tuttavia, non hanno diritto a particolari privilegi: non ci sono borse di studio, né tantomeno esiste flessibilità per coloro che devono allenarsi e contemporaneamente vogliono studiare. Tale flessibilità esiste nel caso il cui l’atleta scelga di frequentare un’università privata oppure di parlare e accordarsi privatamente con il docente.</p>
<h2>L’università dello sport ‘Foro italico’. I contributi italiani allo sport</h2>
<p>In Italia esiste una sola università che si occupa solo di sport. Si tratta dell’università Foro italico di Roma realizzata in un complesso di palazzi storici adiacenti al Foro Italico, da cui ha ereditato il suo nome. Questo genere di università è molto rara anche in Europa. Lo statuto accademico prevede corsi di laurea e di dottorato di ricerca, impianti sportivi, vasche e aule attrezzate per gli studenti. Un vero e proprio fiore all’occhiello per la formazione sportiva italiana che insieme al Coni, ai cus e a tutte le altre federazioni sportive dimostra quanta attenzione ci sia da parte delle autorità nazionali nei confronti della vita sportiva dei giovani. Lo Stato, inoltre, incentiva – attraverso finanziamenti- questo genere di aggregazioni sportive nella consapevolezza che l’offerta di impianti sportivi di alta qualità e di personale specializzato possa contribuire in maniera determinante alla crescita sportiva dei giovani, sempre più in grado di competere a livello mondiale in tutti i tipi di competizioni.</p>
<p>Immagine: 007 &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il Coni in Italia: compiti e ruoli</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 13:18:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Coni si occupa dell’organizzazione e della gestione di tutte le manifestazioni sportive a carattere nazionale. Il suo compito principale consiste nell’incentivare e promuovere le persone a fare sport. La sede centrale del Coni si trova attualmente a Roma; tuttavia, esistono molteplici sedi distaccate in varie province italiane. Le funzioni del Coni Oltre a promuovere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cnupisa2008.it/wp-content/uploads/2011/10/Asics.jpg" alt="Coni Italia" title="Sneaker" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-31" /><strong>Il Coni si occupa dell’organizzazione e della gestione di tutte le manifestazioni sportive a carattere nazionale. Il suo compito principale consiste nell’incentivare e promuovere le persone a fare sport. La sede centrale del Coni si trova attualmente a Roma; tuttavia, esistono molteplici sedi distaccate in varie province italiane.</strong> </p>
<h2>Le funzioni del Coni</h2>
<p>Oltre a promuovere la pratica dello sport fra la popolazione di ogni età, il Coni si occupa di altre specifiche funzioni. Innanzitutto, spetta al Coni stabilire le regole stesse degli sport praticati dagli atleti in modo tale che tali regole non rischino mai di compromettere la salute degli sportivi. Il Coni, inoltre, svolge una funzione di educazione culturale oltre che sociale. Attraverso l’incentivo allo sport, infatti, il Coni cerca di inculcare negli atleti il rispetto per gli altri, a prescindere dalla razza o dalla religione a cui gli altri appartengono. Il Coni, quindi, mira ad una preparazione sportiva che deve procedere di pari passo con la formazione culturale e professionale dell’atleta che, da regolamento, non deve mai fare uso di qualsiasi sostanza sia in grado di alterare le sue prestazioni sportive. Il Coni, dunque, è innanzitutto un’istituzione che mira alla costruzione di valori sportivi, professionali e – in generale –umani ma è anche uno strumento, unico nel suo genere in Europa, in grado di ottimizzare le risorse messe a disposizione delle federazioni sportive garantendo sempre la qualità degli impianti oltre che un’adeguata preparazione sportiva degli atleti in tutte le discipline.</p>
<h2>I ruoli del Coni</h2>
<p>I compiti svolti dal Coni sono eseguiti nella massima autonomia e nel pieno rispetto delle regole imposte dal Cio, il Comitato Olimpico Internazionale. Inoltre, l’Istituzione del Coni è completamente a-politica. Proprio questo, ha permesso al Coni di tessere rapporti di collaborazione con le principali istituzioni nazionali ed europee. Il Coni, infatti, lavora in piena sintonia con le regioni e il governo centrale e – ultimamente &#8211; anche con le direttive imposte dalla comunità europea in materia di sport. Non a caso i numeri del Coni sono da capogiro. Esistono quasi centomila società legate al Coni, una cinquantina di sedi provinciali e oltre undici milioni di atleti tesserati.</p>
<p>Immagine: Aleksandar Jocic &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L’università dello sport</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 10:12:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando si pensa all’università, generalmente, si pensa ad un periodo piuttosto faticoso della propria esistenza fatto di corsi, libri ed esami infiniti. Questo vale sicuramente per la maggioranza degli over 40/50 ma è pur vero che oggi il quadro della vita universitaria italiana è profondamente mutato. Sarà per via dell’edificazione dei campus che hanno raccolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cnupisa2008.it/wp-content/uploads/2011/10/sporthalle.jpg" alt="Università dello Sport" title="Palestra" width="300" height="264" class="alignleft size-medium wp-image-27" /><strong>Quando si pensa all’università, generalmente, si pensa ad un periodo piuttosto faticoso della propria esistenza fatto di corsi, libri ed esami infiniti. Questo vale sicuramente per la maggioranza degli over 40/50 ma è pur vero che oggi il quadro della vita universitaria italiana è profondamente mutato. Sarà per via dell’edificazione dei campus che hanno raccolto e mescolato le vite delle facoltà, sarà per via del carattere sempre più europeo che assumono i corsi di studio del Belpaese; ad ogni modo, è certo che oggi l’università non è solo studio.</strong></p>
<h2>Lo sport rilassa il cervello</h2>
<p>Entrare all’interno di un campus, ad esempio, significa entrare in una sorta di microcosmo, di villaggio turistico all’interno del quale tutto è perfettamente organizzato e tutti sanno cosa fare, dove andare e con chi colloquiare. La mattina solitamente si impegna con la frequenza di corsi in aula o di prove in laboratorio; dopo pranzo, poi, ci si chiude in biblioteca per fare ricerca e studiare e, infine, si fa attività fisica. Per molti studenti, infatti, lo sport non è solo un modo per allenare il fisico, ma è soprattutto un mezzo per scaricare il cervello ed eliminare le tossine dello stress accumulatesi al suo interno dopo ore e ore di corsi e studio.</p>
<h2>Le associazioni sportive universitarie e le università dello sport</h2>
<p>Ecco perché, all’interno delle università, sono nate delle organizzazioni sportive che rappresentano dei veri e propri organi di aggregazione per gli studenti. I più fortunati, hanno a disposizione impianti sportivi all’interno degli stessi campus universitari; gli altri, invece, devono ‘accontentarsi di queste associazioni che raggruppano gli atleti e i potenziali sportivi offrendo loro un motivo ulteriore di impegno e di possibili gratificazioni. Queste organizzazioni sportive nate a livello universitario, infatti, lungi dall’essere delle palestre vanno concepite piuttosto come luoghi di preparazione, di competizione e di crescita degli studenti anche a livello sportivo. Lo sport è talmente radicato all’interno della vita degli studenti universitari che sono nate delle università dello sport. E’ il caso dell’Upter di Roma che, nello specifico, si occupa di sport e benessere offrendo una grande varietà di corsi (aperti a tutti) che vanno dallo Yoga alla consulenza filosofica, passando per i balli di gruppo, la ginnastica, il golf e il tennis.</p>
<p>Copyright: lightpoet &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le organizzazioni universitarie sportive in Italia: CUS</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 15:03:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il CUS è un’associazione di promozione sociale che si occupa delle manifestazioni sportive italiane organizzate nell’ambito della vita universitaria. Il CUS nasce nel dopoguerra come proseguimento di un progetto di natura fascista, il Guf che faceva capo proprio agli sportivi universitari italiani. Questo progetto tutto italiano successivamente fu ampliato a livello europeo e, per questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cnupisa2008.it/wp-content/uploads/2011/10/Olympia-Kranz.jpg" alt="CUS" title="corona d&#039;alloro" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-22" /><strong>Il CUS è un’associazione di promozione sociale che si occupa delle manifestazioni sportive italiane organizzate nell’ambito della vita universitaria. Il CUS nasce nel dopoguerra come proseguimento di un progetto di natura fascista, il Guf che faceva capo proprio agli sportivi universitari italiani. Questo progetto tutto italiano successivamente fu ampliato a livello europeo e, per questo motivo, nacque la Fisu.</strong></p>
</p>
<h2>I CUS in Italia</h2>
<p>In Italia esistono quarantotto CUS, ognuno dei quali fa capo ad una specifica università e alla relativa organizzazione sportiva. Il compito della Fisu, dunque, è proprio quello di coordinare queste singole realtà presenti a livello locale. Si tratta di un lavoro non sempre semplice se si tiene conto del fatto che i CUS provinciali spesso raggruppano migliaia di atleti. In linea di massima, è possibile individuare quali sono le discipline maggiormente praticate dagli atleti universitari italiani: la pallavolo, la pallacanestro, in nuoto e l’atletica leggera sono tra le discipline più gettonate tra gli universitari.</p>
<h2>Chi sono e di cosa si occupano i CUS?</h2>
<p>I CUS si occupano di tutto quello che riguarda lo sport universitario, e non solo. Queste organizzazioni, infatti, gestiscono anche molti eventi sportivi, sia a carattere nazionale che internazionale. Fra i più importanti ci sono anche i campionati universitari nazionali che furono allestiti per la prima volta nel ’47 e da allora vengono riproposti tutti gli anni. Sempre il CUS, inoltre, ha curato l’organizzazione e l’allestimento dei primi giochi olimpici universitari – le Universitadi – che ci furono a Torino nel ’59. L’evento riscosse un successo enorme, tanto per quanto riguardava il pubblico presente che per quanto concerneva il numero degli atleti in gara. Per questo motivo, il CUS si guadagnò un trofeo, la Coppa olimpica Pierre de Coubertin, da parte del comitato sportivo internazionale. Proprio il carattere internazionale – soprattutto europeo- è stato motivo per il CUS di ulteriori gratificazioni e riconoscimenti. Sono numerosi, infatti, gli eventi sportivi di carattere internazionale organizzati e gestiti interamente da queste organizzazioni universitarie che, pur nascendo a livello locale, hanno progressivamente sviluppato uno spirito europeo che si è perfettamente adattato anche con lo spirito politico ed economico che oggi regna nel vecchio continente.</p>
<p>Foto: julianbock &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Storia delle Universiadi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 13:57:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni due anni nelle università si svolgono delle gare sportive, molto simili alle gare olimpiche, chiamate Universiadi. Il nome stesso dell’evento sportivo porta in sé la struttura della manifestazione che è universale, riguarda l’università ed è di tipo sportivo. La storia La prima gara delle Universiadi avrebbe dovuto tenersi a Roma nel 1960; tuttavia, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cnupisa2008.it/wp-content/uploads/2011/10/Fussballer.jpg" alt="Storia delle Universiadi" title="Calcio" width="300" height="182" class="alignleft size-medium wp-image-16" /><strong>Ogni due anni nelle università si svolgono delle gare sportive, molto simili alle gare olimpiche, chiamate Universiadi. Il nome stesso dell’evento sportivo porta in sé la struttura della manifestazione che è universale, riguarda l’università ed è di tipo sportivo.</strong></p>
</p>
<h2>La storia</h2>
<p>La prima gara delle Universiadi avrebbe dovuto tenersi a Roma nel 1960; tuttavia, la capitale non aveva ancora ultimato gli impianti sportivi necessari alla realizzazione dell’evento e, per questo motivo, la gara inaugurale si tenne a Torino, già in possesso di tutte le strutture necessarie. L’Universiade è organizzata e tutelata dalla Fisu, che gestisce tutte le manifestazioni sportive a livello universitario in Italia. Proprio in occasione delle gare di Torino, furono stabiliti i simboli e i colori della bandiera e fu scelto l’inno. Quest’ultimo è intitolato Gaudeamus igitur; la bandiera, invece, è stata realizzata con una ‘u’ grande stilizzata in colore nero e cinque stelle colorate che capeggiano la grande scritta Fisu.</p>
<h2>Le discipline</h2>
<p>Le Universiadi sono delle vere e proprie olimpiadi grazie alla straordinaria varietà di discipline che si mettono in gioco. In totale, le discipline sportive sono dodici e sono: il calcio, la pallacanestro, il nuoto, l’atletica leggera, la pallanuoto, la scherma, la pallavolo, la ginnastica artistica e quella ritmica, i tuffi, il tennis, il tennistavolo e il taekwondo. Il paese dove, ogni due anni, si svolge la manifestazione, può scegliere altre tre discipline da integrare alle dodici di base stabilite dal regolamento. Proprio come accade per i giochi olimpici, anche le Universiadi prevedono una fase estiva e una invernale. In occasione della fase invernale dei giochi per gli atleti universitari, il regolamento prevede la competizione di ulteriori otto discipline che sono il pattinaggio, lo sci alpino, quello nordico, l’hockey, lo snowboard e altre ancora. Anche in questo caso, il paese ospitante può integrare le discipline invernali di base con tre ulteriori competizioni. Si tratta di una manifestazione importante e, per certi aspetti, imponente che, nel corso degli anni, ha visto moltiplicare gli atleti partecipanti. La media degli atleti è di circa settemila unità, ma in occasione delle Universiadi che si sono svolte a Bankok gli atleti erano più di novemila.</p>
<p>Illustrazione: Walter Luger &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le Universiadi in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 09:51:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Italia è al primo posto per quanto riguarda il numero di celebrazioni dei giochi olimpici che vedono protagonisti gli studenti delle università di tutto il mondo. Con ben nove edizioni, l’Italia è stata anche tra le prime nazioni ad avere ospitato la manifestazione tutelata dalla Fisu. La storia italiana delle Universiadi Era il lontano 1959 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cnupisa2008.it/wp-content/uploads/2011/10/torino.jpg" alt="Universiadi in Italia" title="Torino" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-11" /><strong>L’Italia è al primo posto per quanto riguarda il numero di celebrazioni dei giochi olimpici che vedono protagonisti gli studenti delle università di tutto il mondo. Con ben nove edizioni, l’Italia è stata anche tra le prime nazioni ad avere ospitato la manifestazione tutelata dalla Fisu.</strong><br />
<br /></br></p>
<h2>La storia italiana delle Universiadi</h2>
<p>Era il lontano 1959 quando a Torino si celebrarono per la prima volta le Universiadi. L’Italia, infatti, è uno dei paesi più virtuosi non solo per il numero di volte in cui ha ospitato la manifestazione ma soprattutto per il fatto che proprio nel Belpaese le olimpiadi universitarie dello sport sono state inaugurate. Non furono tutte rose e fiori per la prima volta delle Universiadi italiane. Anche in quell’occasione, infatti, non mancarono le polemiche scaturite soprattutto dal fatto che la città di Roma avrebbe dovuto ospitare la prima volta il prestigioso evento sportivo, salvo poi dirottare su Torino a causa della manchevolezza degli impianti sportivi. Roma, tuttavia, fu protagonista nella seconda edizione italiana che fu organizzata nel 1975. Trascorsero ventidue anni prima che le olimpiadi dello sport universitario facessero ritorno in Italia. Dopo varie peregrinazioni tra i paesi europei, infatti, le Universiadi capitolarono in Sicilia, dove si registrò un record di presenze. Quella fu la prima ed ultima volta che le olimpiadi toccarono una regione del Sud Italia. Nelle edizioni italiane successive, infatti, le Universiadi furono organizzate al Sestriere, a Belluno e a Torino.</p>
<h2>Le Universiadi di Torino</h2>
<p>Proprio a Torino, nel 2007, le Universiadi hanno fatto registrare il record di presenze. Vista la location, le discipline erano chiaramente invernali. Tuttavia, la città di Torino ha deciso di integrare agli sport invernali previsti dal regolamento altre discipline che hanno riscosso molto successo tra il pubblico. Fra queste la combinata nordica, il bialthlon, il pattinaggio di figura e lo short track. Alle Univesiadi torinesi hanno preso parte 48 paesi. Ciononostante alcuni di essi hanno contribuito con un numero irrisorio di atleti. Fra questi la Danimarca e la Macedonia, ad esempio, hanno partecipato a singole competizioni presentando un solo atleta. Un record opposto, invece, l’ha registrato la Russia con quasi centocinquanta atleti partecipanti.</p>
<p>Immagine: c &#8211; Fotolia</p>
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